Ambiente lavorativo


Anche sul lavoro questo modo di essere paga, e la cosa è testimoniata da molti libri e serie televisive, primo tra tutti Il Diavolo Veste Prada, libro best seller in mezzo mondo che ha ispirato l’omonimo e divertentissimo film. Dall’America arrivano costantemente nuovi serial ricolmi di bad boys (e bad girls) legati al mondo del lavoro, come la povera Ugly Betty che ha a che fare con colleghi arcigni, dispotici ed arrivisti che godono delle sofferenze degli altri e li calpestano senza il minimo rimpianto.

Ma non sono solo la televisione o i romanzi più o meno leggeri a testimoniare quanto il bad boy stia diventando uno stile di vita, nel libro Le brave ragazze non fanno Carriera – 101 errori che le donne fanno sul lavoro (Lois P. Frankel – ed. Il Corbaccio) l’autrice ci spiega come e perché le brave ragazze, devote ed oneste lavoratrici, siano sottopagate e non facciano carriera. Gli errori più comuni? Lavorare sodo, risparmiare i soldi dell’azienda, tenere a freno la lingua, scusarsi ed essere disponibili. Insomma: essere una brava ragazza non paga, perché si dimostra di essere troppo remissive e poco sicure di sé.

Ognuno di noi sperimenta ogni giorno nel proprio ambiente lavorativo un generale cambiamento: meno collaborazione, più arrivismo ed il condividere l’ufficio con persone pronte a fare lo sgambetto a chiunque gli si ponga davanti. I tempi cambiano ed oggi un’azienda ritiene che le qualità migliori che un dipendente possa avere siano l’inesistenza di una vita privata ed un arrivismo che spinga sempre a dare il massimo, anche a
a discapito dei rapporti interpersonali e della lealtà nei confronti degli altri; ma dove sono finiti l’onestà, la condivisione dei valori ed il rispetto?