Società
Dr. House è storpio, si droga per andare avanti ed anche per non pensare alla sua desolante solitudine, nella quale si rifugia rifiutando gli altri per la paura stessa di essere rifiutato, ma va oltre le consuetudini ed è sfacciatamente graffiante.
È inutile negare l'evidenza, Dr. House ha una media di share del 25%, questo significa che il mercoledì sera almeno una persona su quattro accende la televisione per guardare l'irriverente vita lavorativa - ed a tratti privata - del medico che ognuno di noi vorrebbe incontrare in caso di malattia rara ed incurabile, perché ammettiamolo: nonostante ti mandi in fin di vita e comprometta quasi tutti i tuoi organi vitali solo per il sadico gusto di provare le sue teorie, alla fine ti rimette perfettamente in sesto qualsiasi male tu abbia.
Ma prima del dottore più indisponente del globo, i cattivi ragazzi hanno fatto la loro apparizione in televisione in versione cartone animato: I Sympson e South Park son diseducativi, a tratti violenti, irrispettosi di religione e stato, assolutamente anarchici e volgari, ma hanno avuto un successo tale che della famigliola giallo ittero del piccolo schermo è sbarcata sul grande schermo con risultati di tutto rispetto, piazzandosi al secondo posto dei film più visti in Italia durante il trimestre estivo.
Un altro esemplare sui generis è Paris Hilton, l'ereditiera piena di soldi ed annoiata dalla sua quotidianità che rifugge dalla monotonia mettendosi nei guai e facendo scalpore solo per far parlare di sé ed aumentare costantemente la sua quotazione sul mercato.
Capricciosa, volubile, fondamentalmente inutile e mediocre in tutto quello che fa, Paris appare costantemente in tutti i giornaletti scandalistici più o meno menzogneri e riesce sempre ad attirare su di se l'attenzione con espedienti la cui creatività rasenta quella di Armando Testa. Perfetta PR di se stessa, questa cattiva ragazza con la faccia da angioletto e stra-pagata per fare il nulla ha trovato il modo migliore per impegnare il tempo continuando a vivere come una nababba e poco importa se il nonno la disereda: la massa la adora per l'icona che è. E per questo la riempie d'oro.
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Britney Spears è l'esempio vivente di chi è passato da brava ragazza (o per meglio dire casta verginella) a cattiva ragazza con la stessa facilità con la quale Sinead O'Connor si è rasata a zero i capelli subito dopo aver firmato il più grosso contratto discografico della sua vita. Dietro questa decisione c'è di sicuro una strategia marketing ben riuscita e non solo una vita tormentata e senza veri punti di riferimento. |
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Britney (o per meglio dire: chi si occupa della sua immagine) ha capito che fare la santarellina non rende e non è trendy, così ha cominciato a rendere i suoi video più hard mettendosi mezza nuda in un ring a strusciarsi con uomini e donne di ogni sorta. Ma infondo è la stessa trasformazione che ha cambiato il look di Cristina Aguilera da ragazzina della porta accanto di 'Genie in a bottle' a donna sexy e un po' dark. Di sicuro vincente: la bad girl ha il suo fascino perverso. |
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E che dire di Kate Moss, bistrattata da qualsiasi stilista subito dopo lo scandalo di alcool e droga che l'ha vista protagonista? Questo ovviamente prima che la logica di mercato le desse ragione quale cocainomane incallita e spingesse gli stessi stilisti che le avevano voltato le spalle a rilanciarla nel jet set internazionale pagandola ancora più di prima, quasi a scusarsi per averla abbandonata proprio nel momento del bisogno.

In questa cozzaglia di cattivi ragazzi è inutile fare i buonisti, soprattutto in un paese dove il crimine paga, perché ammettiamolo: andare in galera o rischiare di andarci ti porta di diritto sotto i riflettori, ma non come esempio negativo bensì come caso umano, che ha il diritto di dire la sua ed arricchirsi di più di quanto non abbia già fatto truffando la gente. Con questi esempi come possiamo stupirci se i ragazzi diventano violenti con i più deboli, toccano il fondoschiena alle professoresse e rubano nelle scuole nonostante provengano da famiglie per bene? L'Italia è l'esempio lampante di come i cattivi ragazzi siano tanto alla moda e vincenti: compriamo il libro di un estorsore finito in galera, andiamo pazzi per la sua linea di abbigliamento e manifestiamo in suo favore. È inutile commentare semplicemente: "Queste cose le fanno gli altri, non io." Questa è l'Italia, questi siamo noi.

